The Daily Puppy

martedì 26 luglio 2011

Quel fatidico pomeriggio di fine inverno...

Ehilà! Come state? Come promesso il titolo è questo... è molto lungo questa volta, questo perchè è la scena portante dell'intera storia. Spero che apprezzerete questo lato della personalità di Nay'ar... io lo adoro ^.^

Indignato mi diressi verso l’ultimo campo d’allenamento: quello dei combattenti. ‘Magari trovo Nay’ar…’ pensai, ‘Magari è tornata…’ cominciai a camminare sempre più velocemente fino a correre in preda all’impazienza ma, visto l’andazzo, avrei dovuto immaginare cosa mi aspettava…
“FEMMINUCCE!!” risuonò una voce che riconobbi subito: quella del professore che ci aveva liquidati con una sola parola al nostro primo arrivo all’Accademia, cioè quando si era rotta l’ala… chissà come stava, chissà se era per quello che non poteva essere presente alla cerimonia… quella voce mi riscosse nuovamente dai miei pensieri:
“C’E’ CHI LO FA CON LE ALI ROTTE E VOI NON CI RIUSCITE CON UNA MANO LEGATA DIETRO LA SCHIENA?” ma doveva per forza urlare quel tipo? Era così vitale?
“Ehm, signore?”
“Sì, Ulrich?”
“Tsubasa, signore, è un caso particolare…” n’altra volta…
“Ulrich?”
“Signore?”
“Comincia a correre” non lo disse con cattiveria ma c’era qualcosa nel suo sorrisetto satanico, che non ammetteva repliche.
“Si, signore”
“E VOI ALTRI RAMMOLLITI!! SE NON VOLETE FARE LA STESSA FINE, CONTINUATE FINCHE’ NON VI ESCE SANGUE DALLE MANI!!”
E a quanto pareva la giornata dei prodigi continuava… ma la domanda più importante era: chi erano ‘sti 5? Il mistero si infittiva e io non ero mai stato bravo con i misteri…
Sconfitto mi diressi verso la fontana, per piangermi addosso. Cavolo, avevo perso più autostima in quell’ora e mezza che in tutti gli anni passati con Kei!
“Fratello, secondo me Tsubasa-sempai è meglio di Lent-sempai!” disse qualcuno poco lontano da me,
“Ma non li puoi paragonare ti dico! Una combattente e un chierico non li puoi mettere assieme! E poi ti dico che Kagurazawa-sama è meglio, anche rispetto a Keber-sama!” rispose qualcun altro. Rizzai le orecchie e gli occhi per capire da dove venisse il discorso,
“Ragazzi, sbagliate tutto. È palese che è Li-sama ad essere il migliore dei 5!” individuai la fonte in un gruppo di nani che stava discutendo a pochi passi da me. Dalle loro parole questi 5 (e non vedevo l’ora di andare a dormire per non sentirne più parlare…) erano delle specie di celebrità o roba del genere. Volevo saperne di più così li approcciai:
“Scusatemi, sono arrivato oggi dalle Sabbie Ardenti e non faccio che sentire parlare di questi <5>… ma chi sono? Celebrità?” mi guardarono per qualche secondo e poi mi risposero concitati:
“Oh no! Assolutamente no! Odiano dare nell’occhio! Siamo noi che li ammiriamo moltissimo! Nessuno capisce quanto siano grandi ma noi sì… non rispondono alle provocazioni, sono gentili e disponibili e non litigano mai! Senza contare che ci hanno salvati tut…”
“Zitto idiota!” lo interruppe un altro
“Che c’è? Che ho detto?”non capivo a cosa si riferissero ma per il momento non mi interessava, avevo altro per la testa:
“Ehm… potreste indicarmeli? Non credo di averli mai visti, o forse sì ma ignoravo che fossero proprio loro!” certo sarebbe stata una scena più da film che da vita vera, ma questo non lo dissi. Mi risposero raggianti.
“Certo, certamente! Vieni con noi! Li abbiamo visti prima!”
“Ed erano senza divisa! Rara visione…”
“… di solito la portano…”
“… anche nelle ore libere!” si finivano le frasi a vicenda? No. Non potevo reggere ad una cosa del genere! Mi portarono in piazza e si misero in cerca:
“Non ti preoccupare, li troviamo subito…”
“… ma cos’è ‘sta calca di femmine alla fontana?”
“Manco ci fossero prosciutti e birra in saldo!” brutto presentimento… ‘Questa è una di quelle giornatacce…’ pensai
‘Davvero? Io la trovo stupenda… il sole splende, la fontana che mitiga il calore…’
‘… ragazze ovunque…’ terminai per lui. Già il mio sesto senso non sbagliava mai.
‘Te l’ho già detto che ti apprezzo tanto per capirmi senza leggermi nel pensiero? Comunque ora scusami, mi aspettano… miao!’ disgustoso.
In quel momento mi sentii tirare la manica:
“Ohi amico! Eccoli, eccoli! Si avvicinano alla folla!” seguii le dita dei nani, alzai lo sguardo e rimasi di sasso: ricordavo bene quei capelli rossi, e quella pelle, il suo nome mi uscì dalle labbra, inconsciamente: “Nay’ar…”
“Oooh, conosci Tsubasa-sempai allora! Ci avevi detto di non averli mai visti!” risposi ancora incredulo,
“Scusate, non pensavo di averli già visti…”.
Che bello quando il mondo ti cade rovinosamente addosso. I 5 erano la mia Nay’ar e il suo gruppo… eheh, stavo impazzendo… non c’erano dubbi. Mi soffermai a guardarli meglio. Perché avevano la faccia curiosa? No, non può, non DEVE vedere Keichi. Non lei! Perché? No. Aprì le ali candide (già guarite? Un miracolo?) e prese una ragazza,
“Tsubasa-sama è un genio! Piuttosto che sgomitare tra la folla ci vola sopra portando una persona per volta così vedono tutti che succede! Lo dicevo io che era la migliore!” fece avanti e indietro 3 volte e ogni volta sembrava sempre lei, non una sua fan… poi toccò a quello che avevo visto con lei nella Sfera:
“Li-sempai è troppo forte! Guarda come si mette! Nooo, perché ridono? Voglio saperlo anche io!!” già, perché ridevano? E perché lei sembrava apatica? Tutto mi aspettavo tranne quella reazione… ‘Guarda qua, amico mio’ mi disse Keichi con pensieri spavaldi, questo mi preoccupava… sempre.
‘No Keichi, aspetta cosa vuoi fare?’
‘Tu limitati a guardare’ era questo che mi preoccupava… lo vidi levitare infrangendo ogni mia piccola e fragile speranza, non erano molte in realtà ma erano pur sempre qualcosa… Dunque, lo vidi levitare con faccia interrogativa fino all’altezza degli occhi di Li che, aprendoli, se lo ritrovò a sorpresa davanti e comiciò a divincolarsi:
“No, aspetta Sha!! No, calmo! Fermati! Ah!!” e caddero a terra. Mi mossi istintivamente verso di lei per aiutarla ma era già circondata dai suoi amici e anche Li si era alzato per aiutarla. Mi sentivo così… inutile. Vidi Keichi atterrare aggraziato, prima un piede, poi l’altro, sempre incuriosito ‘Eheh, poverina, si sarà fatta male?’
‘Smettila Kei! Dove vuoi andare a parare?’
‘Vedrai… forse’ mi rispose, poi si rivolse alle oche che stavano ridacchiando della caduta di Nay’ar:
“Gattine, vi prego, non ridete della caduta di una micetta, è scortese” lo disse mieloso… da far cariare i denti…
Lei intanto si era alzata a sedere e si toccava la testa, mi avvicinai per sentire ciò che dicevano: era grave? Si era fatta male?
“Sha, dannazione! Non ti agitare così! Ahia, mi è venuto un bernoccolo!” le rispose contrito
“Scusa è che mi sono preso male! Non me l’aspettavo!!” sospirai di sollievo, Keichi si avvicinò:
“Sono desolato, sei ferita?” oh, no eccolo che cominciava… ora non ci sarebbero davvero state chance per me, mai nella vita… continuai a seguire la scena, mio malgrado.
Nay’ar aveva lo sguardo perso… non capiva cosa volesse? Non lo saprò mai. Li si girò verso di lui e lo squadrò scettico:
“Chi sei, cosa vuoi da Nay’ar?” le si parò davanti, lo sguardo le tornò vigile e solo io vidi che sbatté un paio di volte le palpebre e scosse impercettibilmente la testa. Guardai di nuovo Li e Kei che, sorridendo amabilmente, gli stava rispondendo:
“E’ rude chiedere il nome di qualcuno senza prima essersi presentati, non lo sapevi?” acido, ecco cosa mi ricordava la sua voce. In sei anni non l’avevo mai sentito così ostile:
“CHE COSA? ADESSO IO TI…”
“Shaoran! Non ne vale la pena, ti ringrazio fratellino ma, dato che stava parlando con me, posso parlarci io?” gli disse conciliante
“Ma, Nay’ar…”
“Per favore Sha.” Ecco come si chiamava… Shaoran. Me ne ero completamente dimenticato.
Shaoran sconfitto le porse la mano per aiutarla ad alzarsi ma al suo rifiuto si fece da parte e sempre da terra parlò freddamente:
“Tranquillo, non mi sono fatta niente, solo…”
“Sì, mia cara?”
“ti dispiacerebbe non intasare la piazza con il tuo serraglio… il tuo nome?”
“Keichi, piacere dolcezza. Ti dà fastidio per caso… il TUO nome?”
“Nay’ar Tsubasa, il mio piacere nel conoscerti è nullo. Credimi. Detto questo, il tuo harem in visita non dà fastidio a me ma limita il passaggio. Capisco che tu non lo possa sapere essendo nuovo di qui, ma ci sono delle regole a cui ANCHE TU devi sottostare. Se poi non vuoi, padrone di fare ciò che vuoi e libero di subirne le conseguenze. Solo non dire che non ne eri a conoscenza.” Disse alzandosi in modo fluido, poi terminò
“Un’ultima cosa: non sono una ‘micetta’ e non chiamarmi ‘dolcezza’. Gokigenyou.” aprì le ali, le sbatté un paio di volte ritrovandosi sospesa a mezz’aria. Stava per andare via ma poi si fermò come se le fosse venuto in mente qualcosa, tornò indietro, gli mise un dito sulle labbra e gli disse con un misto di freddezza e odio:
“E soprattutto: non sono ‘la tua cara’ chiaro?” fece finta di darsi la spinta col dito, si allontanò, si scambiò un’occhiata complice con i suoi amici e se ne andò a velocità impensabile. Loro tentavano di trattenere le risate, fallendo miseramente, mentre la voce di Keichi mi risuonò nella mente, sconvolta: ‘Aral, amico, l’hai visto anche tu?’ gli risposi con un sorriso sulle labbra ‘Ho visto tutto: ti ha appena scaricato con tutti i crismi’.


Che ve ne pare? Adoro questa scena.... voi no? Commentate commentate commentate!!!!!!! Voglio sapere tutto ciò che pensate della mia scena migliore!! Ed ecco altri termini giapponesi!!!
Gokigenyou: significa letteralmente 'Buonagiornata' ed è usato nei confronti di qualcuno da cui si vogliono tenere le distanze. Nay'ar in questo frangente vuole sottolineare la distanza che separa lei e Keichi e renderla il più marcata possibile ^-^
Spero di essere stata abbastanza chiara...
Al prossimo post!
Ciaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaoooooooooooooooooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

2 commenti:

  1. m...
    mm...
    MMM...
    MMMM...
    MMMMMUAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAAHAHAHAHAH

    (non continuo solo per lasciare spazio ad altrui commenti... ma ora la mia giornata è decisamente in salita u.u >:P )

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  2. EH...
    EH EH...
    AH AH AH AH AH AH AH AH AH!
    OH OH OH OH OH OH OH! (Babbo Natale docet)
    Beh, non sarà il massimo, ma almeno Aral si è ripreso un po' alla fine...
    Godere delle disgrazie altrui... BRAVO!
    Su Keichi questo ed altro!

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