sabato 16 marzo 2013

OUVERTURE

Ehilàààààà!!!!! Ciao a tutti... è tipo una vita che non ci si sente... legge... vabbè...
E' vero sono stata molto impegnata, molti progetti da portare avanti, pochi effettivamente portati a termine... insomma è un periodo un po' così... ma bando alle ciancie... il nuovissimo post di Nay'ar Chronicle è disponibile!!! Giubilio! Felicità! straordinaria contentezza ^o^!!!!! Eccovi Overture...


Il grande giorno era arrivato: i vestiti erano finiti, io non dovevo partecipare al ballo perché ero sul palco e il playboy da strapazzo non si era più fatto vivo.
Insomma era stata una settimana fantastica.
Fantastica, ma non necessariamente priva di imprevisti.
“Nay’ar dove hai messo questo?”
“Dove la metto la scala?”
Tutta la settimana era stata un turbinio confuso di persone, luoghi, pianificazioni, squilli e messaggi.
Fortunatamente però tutti gli imprevisti e tutti i problemi erano risolvibili in poco tempo e ora, con solo 2 ore a dividerci dal discorso d’apertura, dovevamo soltanto cambiarci, raggiungere le nostre postazioni e dare il via all’evento dell’anno.
Il nervosismo dilagava ma più di tutto mi insospettiva l’improvvisa scomparsa di Herd. Mi aveva assillata per 2 mesi, mi sembrava strano che di punto in bianco avesse deciso finalmente di afferrare l’antifona.
“Non ti crucciare sorellina, vedrai che si sarà solo stancato di te, come è normale che sia…”
“Come è normale ch… Ma come ti permetti! Esci subito da quel camerino, Shaoran Li!”
“Che? No, scusa! Mi è uscita male! No, davvero! No, Nay’ar! Ahia! No, Mi fai male! Non mi pungere con gli aghi magici! Nay’ar scusa! Intendevo solo…” cercò di rattoppare lui.
“Si? Li-san?” gli dissi risentita facendo un passo indietro mentre usciva dal camerino.
“Noooo, non usare il ‘san’! Il ‘san’ non mi piace! Significa che sono nei guai!”
“In guai grossi, ragazzo. Apri le braccia” gli dissi cominciando a sistemargli il vestito bianco.
“Ma io intendevo solo che, per uno come lui, è normale stancarsi delle ragazze dopo poco. Non ti offendere sorellina… dai… mi è solo uscita male! Lo sai che non sono bravo con le parole!”
Sapevo che non era bravo con le parole, quindi mi girai, frugai un attimo nella mia valigetta e senza guardare gli lanciai un bolos; chiusi la valigetta e mi spostai davanti ad un altro camerino dicendogli bruscamente: “Vedi di mettertelo bene e DA SOLO. Se lo trovo messo male… peggio per te, Li-san”
“Aye aye, ma’am” mi rispose un po’ affranto.
Sorrisi e riaprii la valigetta:
“Tommy, Libby ci siete? Siete pronte?”
“Solo un secondo, non capisco dove… aah, ecco… ok! Ci sono” mi rispose Tomoyo un po’ in difficoltà
“Forza, forza! Il ballo non aspetta nessuno!!” dissi loro divertita.
“Nay’ar… sei sicura che questo vestito vada bene per me? È così bello e raffinato… non credo che…”
“Ma che dici, Libby! Ti starà d’incanto! Sei bionda e dalla pelle rosa, quindi il celeste ti starà benissimo, fidati di me”
“Se lo dici tu…”
“Bene, ora… fuori dal camerino, Tommy!”. Tomoyo uscì dal camerino nel suo vestito bianco sporco. Il contrasto con la sua pelle cinerina lo rendeva ancora più bianco, facendolo risaltare. Le sistemai bene ogni piega della gonna, che le arrivava poco sopra il ginocchio, e le applicai una rosa, che avevo realizzato con degli scarti di tessuto bianco, sul fianco sinistro, il lato opposto alla spalla del vestito. Dalla rosa feci poi partire dei nastrini che tagliai poco sotto l’orlo. Le indicai la valigetta con gli accessori e passai a Liberty.
Liberty fu un capolavoro.
Uscì nel suo lungo abito celeste, semplice, leggero: gonna svasata lunga fino a terra, niente spalline, la parte del corpetto si annodava al collo; lo scollo della schiena, infine, arrivava fin sotto le scapole. Avevo calcolato una lunghezza non volgare ma neanche da suora… Caspita! Libby se lo poteva permettere eccome!!
Le sistemai il fiocco dietro la testa e stirai qualche piega nella gonna.
“ Cavolo, Libby!… sei… WOA!…”
“Grazie… Shaoran” gli dissi sarcastica indicando anche a Libby la valigetta “Ah, Shaoran?”
“Sì, sorellina?”
“Azzardati a stropicciare anche solo in modo infimo quel vestito e ti strappo i cordoni neurali uno per uno. E’ chiaro? Te lo ripeto in modo che tu possa capire: non fare scatti, piegamenti assurdi, pose indicibili, non strisciare, non cadere o tuffarti e soprattutto: NON LO SPORCARE DI CIBO! Mi sono spiegata?”
“Aye, ma’am.”
In quel momento uscì Paffir dal camerino: “Senti Nay’ar, questa specie di fazzoletto come si mette? E poi…”
“Ah, aspetta, Libby puoi dargli una mano con la cravatta? Sì, Paffir… quella è una cravatta”.
“Ah, grazie Liber…” sentii solo un rumore sordo, come di sacco di patate che cade a terra.
“KYAAH!! Paffir! Alzati! Svegliati!” ci girammo per trovarci davanti la fantastica scena di un Paffir svenuto (era sangue quello che usciva dal naso?) e di Libby in preda al panico. Mi rivolsi a Shaoran: era ancora in tensione, ma non era partito per prendere Paffir… perché?
“Sha! Maledizione, perché diavolo non l’hai preso? E se si fosse fatto male davvero?”
“Ma sei tu che mi hai detto di non fare scatti, movimenti inconsulti eccetera! Non può sempre essere colpa mia! Non ti va bene mai niente!” e si girò indignato.
Andai verso il povero svenuto, curai la sua epistassi e gli misi un impacco freddo in fronte. Si riprese poco dopo. Era un po’ confuso ma riuscimmo ad evitare che svenisse una seconda volta: divenne solo mooooolto rosso e lasciammo i piccioncini a farsi complimenti impacciati.
“Bene, io vado a cambiarmi, voi andate a prendere posto… Uno, potresti fargli l’ologramma delle uniformi fino all’apertura? Non voglio che li vedano prima dell’inizio…”
“Ma certo, Nay! Detto fatto!” lo ringraziai e entrai nel mio camerino.
“Uno, come siamo messi a preparativi?”
“99.8%”
“COOOOOSAAAA?! Che ci fa quello 0.2% in meno?”
“Cara, ti stai cambiando, non sei mica pronta…” mi disse divertito (per quanto un computer potesse divertirsi…). Feci un sospiro di sollievo.
“Il resto è tutto a posto?”
“Si, stai tranquilla. Ti agiti troppo… Solo perché se va male qualcosa dovete considerarvi espulsi… Che vuoi che sia…”
“Ti ignorerò, Uno. Ora imparerai cosa vuol dire essere ignorati.”
“So cosa significa… ma non riuscirai a ignorarmi e sai perché?”
“…” continuai a cambiarmi.
“Keichi Herd. Sembra un cane bastonato. Da quando il suo amico è tornato alla loro università, e a parer mio ha fatto bene, è molto giù di corda. Non ha più ragazze intorno, non ha una ragazza per il ballo e, soprattutto, è vestito in modo molto sciatto… non lo apprezzeresti… e se rovinasse il ballo? Non credo che il Rettore ne sarebbe felice, non credi?”
“Uno, so cosa stai cercando di fare. Non gli farò un vestito! Non c’è tempo e soprattutto non ne ho l’intenzione.”
“Ah! Visto che non mi ignoravi?”.
Uscii dal camerino e mi sistemai l’abito: non era un abito da sera e non doveva esserlo. Era un semplice corpetto nero senza maniche e a collo alto che si allacciava a intreccio lungo tutto il lato destro. Sul braccio sinistro avevo un bracciale di cuoio bianco, anch’esso allacciato a incrocio. Per la parte inferiore avevo degli shorts neri e, alla vita, un mantello lungo fino alla caviglia che, bianco all’origine, si scuriva sempre di più, diventando nero alla fine. All’altezza del cuore risplendeva lo stemma della mia famiglia, ricamato in filo argentato. Esattamente come risaltavano gli stemmi delle famiglie di Shaoran, Tomoyo, Liberty e Paffir sui rispettivi vestiti. Mi stavo sistemando i capelli quando realizzai cosa mi aveva detto Uno…
“Non stavi parlando del modello base, vero? Uno… non è guardabile! È un modello base senza alcuna cosa particolare! Non ha senso farlo indossare a qualcuno… e poi non sarà nemmeno della sua misura e mancano 20 minuti all’inizio, e cambiare la taglia… no! Uno, semplicemente no.”
“E dai Nay… non ti fa pena? Guardalo… sembra uno straccione! E poi i dati biometrici indicano che è della taglia giusta… e non è vero che è inguardabile!”. Soppesai pro e contro…
“Uno, ti odio” dissi correndo fuori dal laboratorio.
“No, non è vero… vicino ai dormitori, mi raccomando!” finì lui creandomi la tuta olografica.
Arrivai praticamente subito e lo trovai a vagare rasente la parete, gli occhi un po’ spenti.
“Herd-san… che ci fai qui?”
“Ehi, piccola, ti mancavo?”
“Non hai risposto… che ci fai qui? Dovresti essere già dalle parti della fontana, con la tua compagna e un vestito decente…”
“Non ha senso andare al ballo”
“Ma che diavolo stai dicendo… non puoi non andare! È obbligatorio! Dov’è la tua compagna?”
“A te che importa?”
“A me importa perché se TU non vai al ballo, IO vengo espulsa. E vedi di vestirti decentemente, non è da te.”
“Che importa vestirmi decentemente, o andare al ballo, se la ragazza con cui ci voglio andare si rifiuta di dirmi di sì?” Che voce triste…
“Non mi interessa quello che pensi tu… mi serve un mezzo miracolo per renderti presentabile nei 10 minuti che ci separano dal discorso d’apertura, quindi vieni con me.” Mi avviai verso la sala del club di cucito dove avevo lasciato il modello base.
Lui non mi seguiva.
“Herd-san! Muoviti!”
“No. Non ha senso ”
“Certo che ha senso! Dai!”
“No”
“Forse non hai capito bene: non mi interessa quello che vuoi tu. Non mi scuserò per aver rifiutato di andare al ballo con te. E non mi scuserò per quello che sto per fare ora”. Lo presi per un braccio e lo trascinai fino all’aula.
“Lasciami stare! Andrò al ballo ok? Se è così importante per te lo farò. Non è necessario vestirsi bene però, no? Dopotutto non c’è nessuno per cui valga la pena mettersi in ghingheri. Tu non lo noteresti.”
“Entra, e lascia che casti un po’ di magia.” Gli dissi secca spingendolo dentro “fortunatamente è della tua taglia.”
Lo obbligai a cambiarsi e lo sistemai. Tutto sommato gli stava bene: un classico completo blu oltremare con rifiniture bianche. Gli diedi una spazzolata e ricamai alla svelta una ‘H’ bianca sul taschino.
“Ora devi darti una mossa. Vai alla fontana. Mancano 2 minuti.”
“E tu non ti cambi?” disse lui con un po’ di gratitudine nella voce.
“Non ti preoccupare” dissi “io sono già pronta”. E me ne andai mentre Uno disattivava l’ologramma della tuta.
Raggiunsi il palco giusto in tempo per non subire la ramanzina.
“Scusate il ritardo… c’è stata una emergenza”.
Il ballo stava per cominciare.




E dunque che ne pensate? A me personalmente fa morire dalle risate ^o^... Fatemi sapere cosa ne pensate voi lasciando un commento con consigli, lamentele o quello che preferite!! Nella prossima puntata il ballo si apre... ci saranno espulsi? Paffir sverrà di nuovo? Quel cretino di Shaoran diventerà meno cretino? Ma soprattutto... Keichi, 'salvato' da Nay'ar... quale sarà la sua prossima mossa... la climax è sempre più vicina, aperture, avvenimenti... e chissà cos'altro nella prossima puntata di Nay'ar Chronicle: "Il ballo"! NON PERDETEVELO!!! Alla prossima volta... Ciaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo!!

mercoledì 28 novembre 2012

La Tisaneria di Paffir... 2!

Ed eccoci alla seconda puntata della Tisaneria di Paffir... Vi avevo promesso la ricetta della bevanda che aveva bevuto Nay'ar vero? Bene eccola qui:
mettete a bollire dell'acqua e preparatevi in un filtro da tè un cucchiaino di Oolong (è un tipo di tè nero) un po' di zenzero spezzettato (non candito e, soprattutto, NON grattugiato) della malva e delle scorze di limone lasciate seccare (se non lo avete secco si sostituisce perfettamente con una fetta di limone).

Quando l'acqua bolle, spegnete il fuoco e aspettate che perda il bollore. infilate il filtro in acqua e lasciate coperto in infusione per non più di 4 minuti (ATTENZIONE! Lo zenzero se lasciato troppo in infusione lascia il piccante!!).

a) Togliete il filtro, versate, zuccherate e bevete;

b) Se non avete usato la buccia del limone, tagliate una fetta di un bel limone e mettetelo nella tazza lasciando uscire un po' del succo, versateci il tè sopra, lasciate 30-40 secondi poi togliete il limone, zuccherate e bevete.

Che ne dite? E' una bella miscela energizzante! Limone e zenzero sono stupendi insieme e la malva, che è quasi insapore, fa molto bene!
Continuate a seguire le vicende della nostra Nay'ar preferita!
Alla Prooooossiiiiiiiiiiiiiiiiimaaaaaaaaaaaaa!!
Ciaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaooooooooooooooooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

La mia decisione!

EHILA'!!!!!! Quanti secoli sono che non mi faccio sentire?!? Sicuramente troppi... chiedo umilmente scusa... comunque... GRANDI colpi di scena in questo post! State attenzione, è un po' corto ma è bello pieno!
Rilassatevi e buona lettura!


“Ma l’avete sentito? IO al ballo con quel cascamorto senza maniere!” dissi indignata a Kai e Zen, i due scoiattoli che mi aveva affidato Ryuu-senpai, mentre tornavo al laboratorio con passo irritato.
“Sorellina… qualcosa non va? Ti trovo contrariata…”
“Niente, il solito cascamorto che vuole portarmi al ballo… non ne posso più… tra l’altro, che ci fai qui? Ultimamente pare che io non sia mai sola…” Shaoran si strinse nelle spalle con aria indifferente:
“E’ pericoloso che tu vada in giro da sola sorellina… e se Fenril torna? Ti ha già sorpresa una volta…”
“So badare a me stessa Sha…” si rabbuiò:
“Già… in infermeria 2 volte in tre giorni e la seconda ci stavi lasciando le penne… in tutti i sensi… non me la dai a bere da quanto tempo pensi che ci conosciamo? – si piazzò davanti a me e mi poggiò un dito sulla fronte – non so cosa ti passa per la testa ma non ti lascerò rischiare le chiappe per me!” risi di gusto,
“Ahahah! Chiappe? Ahahah! Shaoran! Ahahah! Sei proprio di un altro pianeta!” avevo le lacrime agli occhi dalle risate, lo presi per un braccio e cominciai ad andare verso il laboratorio:
“Andiamo allora, ho il tuo vestito da finire”.
‘Do sempre preoccupazioni a tutti… devo essere meno sconsiderata’ pensai. Non avrei più permesso che gli altri perdessero il sonno a causa mia.
“Ho deciso” dissi risoluta.
“Deciso cosa?”
“Non te lo dico”
“Eeeeeh? No! Dimmelo!”
“No.”
“Si.”
“No e no.”
“Si e si.” Andammo avanti così per tutta la strada e per tutta la sera mentre io cucivo e lui giocava ai videogame con Uno.
Avevo preso la mia decisione.
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Keichi riemerse dalla sala prove dopo qualche minuto, stranamente senza seguito.
‘Grazie dell’aiuto Aral’ risuonò nella mia testa.
“Ma io non ho fatto niente” dissi innocente. Il suo fu uno sguardo pieno di risentimento: “Appunto” disse secco.
“Ragazzo, deciditi, prima mi dici di stare a guardare qui buono buono, poi vuoi che ti aiuti… lo sai che l’uovo intatto e il cucciolo di drago non li puoi avere!”
“Infatti non avrò più bisogno del tuo aiuto. Ho preso una decisione… devo cambiare approccio, dato che la gelosia non funziona, bisogna andare su qualcosa di più… diretto”
Ridacchiai ingenuo:
“Dai torniamo in stanza, devo finire di fare le valige, domani torno a casa”
“COOOOOOOOSAAAAAAAAA??!!?? Perché io non ne sapevo niente??” mi risuonò sia nelle orecchie che nella testa. Non mi aspettavo una reazione così accorata…l’avevo preso… di sorpresa? Avevo fatto l’impossibile per non farglielo scoprire ma… non l’aveva nemmeno intuito… ero stato così bravo?
“Si Kei: domani torno a casa, ho già compilato i documenti necessari”
“E’ colpa mia vero? E’ perché ti ho trascurato? E Nay’ar? Non ti interessa più?”
“Kei, io so quando arrendermi”.
Il viaggio di ritorno in camera fu silenzioso. Appena entrati si mise sotto le coperte, ignorandomi totalmente. “Kei, non vieni a cena?”
‘Non ho fame’. Sorrisi mio malgrado. Forse avevo sbagliato a non dirglielo ma non volevo che cercasse di convincermi a restare solo per egoismo.
Sospirai e uscii dalla stanza.
Come promesso non scese a cena, ma quando tornai in camera per andare a letto mi disse mentalmente: ‘Avresti dovuto dirmelo’,
“Mi perdonerai prima o poi” gli risposi tranquillo.
“Non tanto presto, puoi starne certo”.
Pare che con questa decisione, il mio cuore si sia appesantito un altro po’.
Pare che con questa decisione, il Piccolo Aral sia cresciuto un po’ di più.
Ebbene? Che ne pensate? State sintonizzati per i prossimi emozionanti sviluppi della serie. Il primo arco sta giungendo alla climax, ci si avvicina sempre di più. Cospirazioni, compassione e molto altro nella prossima puntata di Nay'ar Chronicle: 'Ouverture'!! Non perdetelo, al prossimo post!
Ciaaaaaaaaaaaaaaaoooooooooooooooooooooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

giovedì 4 ottobre 2012

La tisaneria di Paffir... 1!

Ciao a tutti e benvenuti a questa nuova rubrica dedicata agli infusi miracolosi di Paffir.
Dato che si sta avvicinando il freddo, e questi sbalzi di temperatura ci fanno spesso venire il raffreddore, ecco un rimedio buono e piacevole.
La... TISANA DI MENTA!! Ho scoperto che in realtà sono molto poche le persone che conoscono questo rimedio diciamo... all'antica... Dunque ecco di cosa ci serviremo:

Acqua
Menta secca in foglie (che trovate in erboristeria...)
Miele (io consiglio quello di eucalipto, poi de gustibus....)

Mettete a bollire l'acqua. Raggiunto il bollore spegnete il fuoco e infilate nel pentolino una manciata di foglie di menta. Lasciate in infusione per un quarto d'ora abbondante.
Versatevi l'infuso in una tazza, o un bicchiere o quello che volete e ficcateci dentro, con violenza (contenuta), un bel cucchiaione di miele. Mescolate fino a completo scioglimento e bevete l'infuso mentre è caldo.
E' un toccasana! Sia per il mal di gola che per il raffreddore... in più ti mette un po' di sonnolenza, così ti addormenti praticamente subito... ihihih.
Spero di esservi stata utile... a breve metterò la ricetta dell'infuso che beveva Nay'ar quando si è trovata in infermeria... Non perdetevela... al prossimo post! Ciaaaaaaaaaaaooooooooooooooo!!!!!!

lunedì 1 ottobre 2012

Altri preparativi e altre scelte

Ehilààààà!!!! Come andiamo? Domani comincio l'università e avrò poco tempo per postare quindi... eccolo... lo stavate aspettando e finalmente l'ho terminato!!!!! Il post che aspettavo di scrivere da una vita! ditemi cosa ne pensate... ci sarà da ridere... non temete! Ah! E non perdetevi le note alla fine! Mi raccomando! Buona lettura!!


Avete presente quelle mattine in cui vi svegliate con la certezza che quel giorno succederà qualcosa? Può essere davvero qualsiasi cosa ma voi avete l’impressione che sarà qualcosa di importante. Bene, quella mattina mi sentivo proprio così.
A causa del ballo e delle prove, le lezioni si limitavano al mattino, così quel fatidico pomeriggio, io, Keichi e una quantità esorbitante di sue fan, stavamo passeggiando nei pressi della fontana centrale: impalcature clamorosamente alte, che quel mattino non c’erano, si stagliavano sopra le nostre teste. Alcuni droni finivano di montarle mentre un indaffarato Adous dava ordini a destra e a manca a Shaoran e un altro paio. Con la coda dell’occhio scorsi Nay’ar alle mie spalle. Stava quasi certamente andando alle prove, dopo tutto la band era stata neo-assemblata…
“NAY’AR!!!” la chiamò Shaoran: “Mi dai una mano un attimo??” lei si girò e lo raggiunse. Parlottarono per qualche minuto, poi lei posò i libri e i fogli che aveva in mano, si allontanò di qualche passo e guardò l’anello che portava sempre al dito: “Ring, onegai” disse sorridendo.
Dall’anello si sprigionò una luce molto intensa e lei si ritrovò in mano due spade gemelle mentre sulla schiena prendeva forma una faretra. Sorridendo sfoderò le lame e unì le due else: la forma delle lame si modificò leggermente e al posto delle else ora c’era una impugnatura con poggia freccia. Terminato il cambio di forma, comparve una corda d’energia. Prese tre frecce dalla faretra e le fece unire da Adous che legò loro una corda:
“Allora: tu lanci le frecce a cui ho fissato la corda e le fai passare attraverso tutti gli anelli che vedi attaccati all’impalcatura. Scusa ma i miei droni hanno mani troppo approssimative…”
“Capito senpai. Lascia fare a me” disse prendendo le frecce e provando a tendere l’arco.
Si allontanò ancora per guardare meglio i propri target: degli anelli abbastanza spessi messi ad altezze diverse e soprattutto del tutto asimmetriche.
Pareva che anche Nay’ar si fosse resa conto che non c’era una traiettoria che li attraversasse tutti ma non sembrava preoccupata:
“Volete farmi lavorare eh? Lo sapete che ho le prove…”
Incoccò la triplice freccia e, prendendo la mira, scoccò: la freccia venne catapultata molto in alto e attraversò il primo anello; il secondo però era più in alto e la freccia stava per scendere
“Aaaah, mi sa che stavolta l’hai ciccata sorellina…” un’altra freccia colpì le prime, rialzando la loro traiettoria e facendole passare attraverso il secondo anello. Guardai Nay’ar che aveva già incoccato una terza freccia e con precisione millimetrica lasciò la corda. Così guidò le frecce con la corda attaccata attraverso tutti gli anelli, a volte rialzando la traiettoria a volte abbassandola.
Appena passato l’ultimo anello una freccia colpì la coda delle prime tre, accelerandone il corso.
Le frecce si conficcarono a 5 centimetri dal piede di Shaoran:
“Dicevi, fratellino?”
“Io… niente… non dicevo niente…” gli sorrise, l’arco e la faretra scomparirono di nuovo nell’anello e lei riprese i suoi libri, dirigendosi alle prove.
Guardai in alto, non me ne ero accorto ma alla corda era attaccato una specie di striscione tutto arrotolato che, immaginavo, avrebbero srotolato la sera del ballo.
“GRAZIE NAY’AR!!” le urlò Adous: “E’ sempre un piacere vederla divertirsi vero, Shaoran?”
“Non si stava divertendo Zatch… mi stava prendendo in giro… di nuovo.”

Io e Kei (con serraglio a seguito) passammo il resto della giornata a bighellonare e dare un’occhiata alle varie strutture e ai cambiamenti che trasfiguravano il complesso accademico. Facemmo un giro strano, ma poco mi importava dove andassimo. Ad una settimana dal ballo era praticamente tutto a posto: mancavano solo dei collegamenti audio e video e qualche particolare.
Mi accorsi delle intenzioni di Keichi troppo tardi per fermarlo.
Erano le 18.30 e da dove eravamo, potevamo vedere perfettamente la sala prove: era un piccolo edificio addossato alla palazzina dell’Aria e, nonostante fosse mattoni fino ad un metro da terra e finestre per il restante metro e 80, perfettamente insonorizzato. Nay’ar era là, che salutava i membri della band e Castor che se ne stavano andando.
“Aspettatemi qui gattine, torno tra poco” e poi aggiunse solo a me ‘Sta a guardare, piccolo Aral’ strinsi i pugni, intuendo cosa volesse fare.
La sala si era ormai svuotata e solo Nay’ar era rimasta dentro a mettere a posto le cose che avevano usato. Keichi si avvicinò alla sala ed entrò mentre lei gli dava le spalle, subito le stuolo di tifose al mio fianco si alzò indispettito
“Ma è di nuovo quella!”
“Che ci troverà mai il Sommo Keichi in quella cornacchia?”
“Avrà pure ‘na bella voce ma guardatela! Un corpo come il mio se lo sogna la notte e se lo scorda la mattina!” non so cosa mi abbia impedito di fare una strage in quel momento, certo è che per non fare qualcosa di cui non mi sarei pentito, ma di cui mi avrebbero fatto pentire, diressi tutta la mia attenzione su Keichi e Nay’ar.
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Mi girai si scatto appena sentii la porta aprirsi.
“Buona sera mia cara, come vanno le prove?” feci un passo indietro:
“Bene, ti ringrazio Herd-san”
“Proprio un bello spettacolo con quelle frecce oggi” rimasi circospetta
“Non è stato niente di che, come posso aiutarti? Deve esserci una ragione se vieni da me così tardi, no?”
“Bhè? Non posso solo aver voglia di vederti, o di riaccompagnarti alla tua stanza?” fece una faccia ferita così falsa che mi vennero i brividi lungo la spina dorsale, d’istinto estroflessi le ali e guardai fuori della porta: il suo fan club di oche assassine era tutto appiccicato al vetro, nel tentativo inutile di sentire qualcosa.
“Ho una certa fretta, cosa ti serve, Herd-san?”
“In realtà sarebbero due le cose… la prima: perché non mi chiami Keichi e basta? E’ molto meno informale…”
“Ma io VOGLIO mantenere le distanze con te HERD-SAN… qual è la seconda?” gli risposi sostenendo il suo sguardo.
Mi guardò un po’, poi mi sorrise e disse sfacciatamente:
“Tieni la guardia alta piccola? Vuol dire che ti piaccio…”
“La seconda cosa. ORA.” gli dissi avvicinandomi alla porta e, di conseguenza, dandogli le spalle
“La seconda cosa, ben più importante della prima, è: posso concederti l’onore di andare al ballo con me?” propose suadente mentre carezzava l’ala, ormai del tutto guarita.
Gli risposi con voce innocente:
“Davvero mi concederesti questo onore?”
“Ma certo, mia cara” rispose melenso.
Mi avvicinai alla porta e, abbassando la maniglia, gli risposi secca:
“Non mi interessa, concedilo a qualcun’altra” riassorbii le ali e spalancai la porta appiattendomi contro il muro per farlo travolgere dallo sciame di invasate.
Uscii chiudendomi la porta alle spalle e mi ci appoggiai: qualcuno bussava con insistenza dall’interno.
Aspettai finchè non cessarono i colpi disperati.
Sorrisi e mi diressi canticchiando al dormitorio.
ONEGAI significa 'per favore' e qui Nay lo dice al proprio anello, chiedendogli gentilmente di darle le armi che conservava al suo interno... spero di essere stata chiara... se non capite, lasciate un commento ^o^
Allora? Come vi sembra? Era un po' che Keichi non veniva maltrattato no? Spero di aver reso bene il maltrattamento... Ad ogni modo... Riuscirà Nay'ar a finire i vestiti? Keichi avrà finalmente capito? E Aral? Incamminiamoci verso la climax della serie nella prossima puntata di Nay'ar Chronicle: 'La mia decisione'! Non perdetela!! Al prossimo post! Ciaaaaaaaaaaaaoooooooooooooooooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!