Ehilà!! Come state? Io ieri ho fatto l'esame d'ammissione all'università, mamma che stress!!! Comunque, l'altro ieri stavo sbabbiando (nuovo termine che ho adorato da subito)... e dato che c'erano degli amici a casa, e non riuscivo più a studiare, li ho abbandonati per un quarto d'ora circa e ho creato questa torta molto semplice ma molto buona... l'ho battezzata così perchè... bhè potete capirlo da soli no?
LET'S COOK! Vi va?
Ingredienti:
2 uova
150gr zucchero
100gr burro
200gr farina
150gr maizena (o frumina o fecola di patate... è indifferente)
1 bustina di lievito
1 pizzico di sale
latte quanto basta
un cucchiaio di aroma ai fiori d'arancio
goccie di cioccolata a discrezione vostra
E dopo gli ingredienti... il "Come si fa"!
In una ciotola sbattete le uova con lo zucchero (eeeh già... niente divisione dei rossi stavolta!), quando si è amalgamato il tutto, aggiungete il burro fuso, piano piano così le uova non si cuociono.
fatto ciò mescolate tutte le polveri (per bene, mi raccomando) e aggiungetele all'impasto insieme all'aroma.
amalgamate per bene. Vi verrà un impasto abbastanza duro, aggiungetevi del latte: quanto basta perchè l'impasto sia cremoso (un po' più duro dei nostri standard, comunque). solo a questo punto aggiungete tutta la cioccolata che volete: solo un po', tanta tanta, una valanga... vedete voi... prendete poi la nostra solita teglia a cerniera (quella a cui si toglie il bordo), imburratela e infarinatela per bene, versateci l'impasto aiutandovi con un cucchiaio e livellatela. Infornate a forno già caldo a 200° se elettrico e ventilato per 20-30 minuti (dipende dalla grandezza della teglia); se a gas 180° per 25-35 minuti. Come al solito, per verificare la cottura ricorriamo allo stecchino con le solite procedure.
Ecco qua! So che ci sarà gente che vorrà il prossimo post di Nay'ar Chronicle e che fisicamente mi ucciderà per questa dilazione, ma comunque... una ricetta molto semplice e veloce da personalizzare come meglio credete... Al prossimo post... non vi deluderà.
Ciaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaooooooooooooooooooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!
In questo blog in cui aleggiano sogni, storie e ricette scriverò varie cose una delle quali è una storia che verrà rilasciata in parti, è una storia prettamente fantasy in cui si mescolano un po' di mistero, sogni e amori...^_^
mercoledì 7 settembre 2011
giovedì 1 settembre 2011
Quando anche lui spicca il volo e il nido resta vuoto
Ehilà! Come state? Spero meglio di me in questo periodo... Martedì avrò l'esame di ammissione all'università... speriamo di passarlo... per quanto riguarda l'ultimo post... bhè... la situazione non è cambiata ma scrivere mi è servito. Bando alle ciance, ecco il post con Nay'ar protagonista... lo so che voi aspettate il prossimo ma temo che dovrete aspettare fino a dopo l'esame...
Ciaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!
Arrivai in camera verso le 6, stanca morta e lercia da fare schifo. Ora mi ricordavo perché non avevo fatto arti marziali: ero completamente ne-ga-ta.
Senza far rumore andai a farmi una doccia. Non mi preoccupavo dell’onnipresenza di Uno, il supercomputer aveva un codice morale… più o meno…
Terminai la doccia, buttai i vestiti sporchi in un cesto e mi vestii per la giornata. Presi tutto il bucato da fare e lo distribuii nelle ceste: “Uno puoi chiedere a Sha di darmi la loro roba così faccio il bucato?”
Non aspettai la risposta e uscii dalla camera, fermandomi in attesa di altre ceste.
Quando Shaoran uscì dalla camera, nei suoi vestiti hip-hop, rimasi interdetta, aveva 2 ceste in braccio e lo sguardo strano:
“Dai,ti accompagno” mi disse,
“Ma a te non piace fare il bucato…”
“Nemmeno a te, a quanto ne so” gli volevo un sacco di bene…
“Sei il mio super-mega-migliore-amico-dell’universo!” e lo pensavo davvero! Poi aggiunsi rabbuiata:
“Il mio design… uffa, tutte a me!” lui sbuffò, aveva la faccia da ‘ti-ho-detto-che-lo-riavrai-si-o-no?’ lo guardai per un po’ poi gli risposi:
“Lo so che me l’hai detto! Ma dai Sha! Sii realista per la miseria! Le possibilità di ritrovarlo sono quasi nulle! E lo sai anche tu”
“L’espressione ‘quasi nulle’ indica che ce ne sono abbastanza perché valga la pena provare, stai tranquilla.” Ribattè sicuro chiudendo l’oblò della lavatrice.
Distribuii il sapone nelle varie macchine e le accesi. La lavanderia del campus a quell’ora era vuota e questo ci aveva permesso di utilizzare tutte le lavatrici che ci servivano… si risparmiava tempo!
Ci sedemmo in attesa, l’uno accanto all’altra, la faccia appoggiata sulle mani. Dopo qualche minuto di silenzio cominciai a parlare con Shaoran… anche se sembrava più un discorso a senso unico…
“Sha?”
“Che c’è?”
“Perché sono così sfortunata?”
“Non lo so…”
“Sha?”
“Che c’è?”
“Perché sono negata per il Tai-chi?”
“Non lo so…”
“Sha?”
“Mmmh?”
“Cosa pensi che ci trovi il damerino in me?”
“Chi??”
“Ma sì il damerino, come si chiama… Kerili, Keini… Keichi? Sì, Keichi, quello nuovo!”
“AAAH… Il damerino d strapazzo che ti gira sempre intorno come un avvoltoio e che ti insidia?” finalmente una reazione!
“Esatto, proprio lui!”
“Non lo so…” mi ero sbagliata… “Sha… se non vuoi parlare… basta che lo dici… non mi offendo mica!” lui si riscosse leggermente:
“Che? Ah, no scusa è che stavo pensando ad una cosa… bhè in realtà ci pensavo da un po’… senti tu hai detto che ci sarà un ballo… giusto?” dove voleva arrivare? Gli risposi circospetta…
“L’ho detto? Bhè sì… l’ho detto. Perché perché me lo chiedi?” mi guardò stranamente, serio, imbarazzato… non sapevo cosa prevalesse sulla sua faccia…
“Bhè… tu farai i vestiti di Liberty e Paffir in modo che vadano bene l’uno con l’altra... giusto? Quindi mi chiedevo se… se ti andasse di farlo anche per me e Tomoyo…”
“Sha… non ho capito una parola di quello che hai bofonchiato… cosa c’entra la storia dei vestiti e Paffir e Liberty?”
“Ti ho chiesto se ti andava di fare una del genere anche per me e Tomoyo…” tra il rumore dell’ultima centrifuga delle lavatrici e lui che parlava a voce bassissima e iperveloce, non avevo capito un’accidente…
“Continuo a non capire… che ti costa dirlo ad alta voce?” raccolse tutto il coraggio che aveva (glielo leggevo in faccia) e parlò, senza guardarmi, il volto viola:
“PUOI FARLO ANCHE PER ME E TOMOYO? Ecco… l’ho detto…” lo disse! Lo disse eccome! Proprio mentre tutte le lavatrici si fermavano… nel silenzio della lavanderia…
Il mio migliore amico mi stava chiedendo di creargli un paio di ali per lasciare il nido, di aiutarlo a creare l’atmosfera giusta… abbastanza giusta da creare qualcosa con Tomoyo… mi avrebbero lasciata anche loro? Avrei dovuto aiutarlo o preservare me stessa?
Non era ovvio?
“Certo Sha. Lei lo deve sapere?” non credo si aspettasse una risposta del genere, perché lui mi guardò stranito e poi rispose sgranando gli occhi:
“NO!! Ti prego non dirglielo!” annuii mentre prendevo i vestiti e li mettevo nelle ceste: quelle lavatrici lavavano e asciugavano anche… erano una meraviglia…
Smistammo i vestiti e cominciammo a dirigerci alle nostre stanze. In silenzio, un silenzio strano.
“Grazie sorellina…” era così tenero quando faceva così…
“Ah-ah, non cantare vittoria troppo presto… senza il mio modello non posso fare nulla…” sembrava rinvigorito, il mio lunatico fratellone…
“Non ti preoccupare… lo avrai prima di pranzo. Ti fidi di me no?” sorrisi mentre camminavamo con passo svelto verso le nostre camere. I corridoi deserti riprendevano vita a mano a mano che ci il tempo passava. Noi ci salutammo davanti alle porte.
Chiamai Cleto mentalmente ma lui mi disse che stava tornando dalla caccia e che sarebbe svenuto dal sonno non appena avesse messo le zampe sul letto. Mi chiesi se ciò significasse che la mia saggezza non mi sarebbe stata accanto quel giorno ma mi scrollai quel pensiero di dosso: se anche fosse stato così, la giornata non si preannunciava così pericolosa… non sarebbe dovuto succedere niente di strano…
“Forza ragazze, sono le 7,30 ed è ora di alzarsi! Coraggio dormiglione!” dissi a voce non troppo alta.
Aspettai che fossero pronte e poi uscimmo per andare a lezione: davanti alla porta ci aspettavano, come sempre, Shaoran e Paffir. Dopo i ‘buongiorno’ di rito Tomoyo fece ‘il domandone’:
“Allora ragazzi! Com’è andato Tai-chi?” io e Sha ci guardammo in faccia e rispondemmo all’unisono:
“Lasciamo perdere và!” non so se fosse per il coro, o per la risposta scontata, ripensandoci forse volevamo solo ridere, fatto sta che scoppiammo a ridere tutti e cinque ed entrammo in mensa ancora piegati in due.
Complesso dell’abbandono o meno, se il mio fratellone voleva lasciare il nido, gli avrei creato il paio d’ali migliori che potevo.
Allora che ne pensate? a me piace sapere cosa pensate... così posso capire se miglioro, peggioro o scrivo cose senza senso ^_^... Cosa accadrà all'assemblea? Shaoran recupererà il disegno di Nay'ar? E il piano di Keichi? Riuscirà a metterlo in pratica? Tutto questo e altro nella prossima Puntata di Nay'ar Chronicle: 'L'angelo, la Tigre e il Dragone'! Non perdetelo!! Al prossimo post!Ciaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!
giovedì 11 agosto 2011
Il sorgere del sole, il tramonto della purezza?
Ehilà!! Come state? Breve post di Aral... poi ce ne sarà uno di Nay'ar... vi piace la storia? e la struttura? Bhè bando alle ciance...
Allora? Che ve ne pare? Lo so, lo so... lo chiedo spesso... ^_^' Ma comunque... questo colpo di scena? Questo Aral che cambia? Legami, colpi di scena, lavatrici e corridoi deserti... volete saperne di più? Non perdete la prossima puntata di Nay'ar Chronicle: 'Quando anche lui spicca il volo e il nido resta vuoto'! Al prossimo post!
Ciaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaoooooooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Eravamo nella nostra camera, io seduto su una sedia abbracciandone lo schienale, lui invece sdraiato sul suo letto con le braccia dietro la testa e un foglio che gli levitava davanti agli occhi:
“Però, ha talento la ragazza! Un modello davvero niente male! Un vero peccato che non sia nel mio stile… non pensi anche tu, amico mio?” mi chiese dopo un po’.
“Uffa! – mi lamentai lasciandomi cadere sul letto – non ho ancora avuto l’occasione di parlarle, mentre tu invece…” non volevo finire la frase: era il mio migliore amico e ci provava con la ragazza che mi piaceva nonostante potesse avere tutte quelle che voleva… uffa! Uffa! E ancora uffa!
“Mio caro Aral, lo sai che non si può sempre aspettare l’occasione giusta… sai come si dice no? Chi fa da sé fa per tre!” disse con un sorriso, prendendo in mano il foglio fluttuante.
“Cos’è quel foglio scusa?”
“Oh, questo? Questa è la mia occasione!” mi disse ripiegandolo con sguardo complice. Io ero letteralmente sconvolto. Un conto era sapere dove andava e accidentalmente finire sulla stessa strada, un’altra era il furto!
“Le hai rubato un modello?!? Non ci posso credere!” ero deluso, sconvolto e deluso;
“Ma va! Rubato… che parola brutta… io l’ho solo trovato! Immagina Aral: domani io glielo ridarò oh grazie Keichi-sama dirà, come potrò sdebitarmi con il mio salvatore? Che te ne pare? Il mio piano non ha falle.” Mi stava ignorando di nuovo. Sbuffai e mi girai dandogli la schiena, con l’intento di mettere fine a quella giornata disgustosamente realistica. Mi accorsi di essere effettivamente molto stanco, e prima di addormentarmi sentii la voce leggera di Kei che mi diceva che mi avrebbe svegliato lui in tempo per l’assemblea. Avrei potuto dormire sonni tranquilli… in fondo era un buon amico.
Mi svegliai verso le 4 del mattino, non perché Kei mi avesse chiamato, lui stava ancora dormendo, ma perché il sole stava sorgendo.
Mi avevano avvertito che a Paprel il sole sorgeva prima rispetto alla nostra città, ma non pensavo che insieme al sole arrivasse uno spettacolo del genere: il cielo si tinse gradualmente di rosso e oro, il rumore della fontana appena entrata in funzione attrasse la mia attenzione e ciò che vidi mi tolse il fiato. L’acqua che usciva dalla fontana rifletteva la volta in fiamme del cielo dando l’impressione che uscissero zampilli di fiamme liquide. Da lì spostai lo sguardo leggermente e incontrai due figure che avrei ormai riconosciuto ovunque: Nay’ar e Shaoran, Shaoran e Nay’ar e stavolta stavano facendo… cosa? Tai-chi? Non potevo vederli perfettamente, e di sentirli… bhè, neanche a parlarne ma anche così riuscivo a capire che lei era completamente negata per questo tipo di esercizio; lui, al contrario, era ammirabile: fluido, armonioso, perfetto e molto paziente (strano… io l’avevo sempre giudicato impulsivo e inadatto a spiegare… forse mi sbagliavo di grosso…). Spiegava, eseguiva i movimenti, li eseguiva di nuovo per farle capire meglio… e la tirava su quando cadeva in posizioni improbabili, ma soprattutto le stava vicino: troppo vicino per i miei gusti. Stavo diventando un essere possessivo ed iperprotettivo… e pensare che l’oggetto delle mie cure nemmeno mi conosceva! Non mi piaceva quella sensazione… mi disgustava quello che stavo diventando, dopotutto io non ero così. Non lo ero mai stato.
Li osservai per qualche minuto ancora: i loro vestiti si impolveravano sempre di più, si impregnavano della terra battuta di quella piazza resa amaranto dal sorgere del sole.
Allora tornai a letto e mi sembrò che il cuore mi si sporcasse di quella stessa terra che ora ricopriva i loro vestiti.
Allora? Che ve ne pare? Lo so, lo so... lo chiedo spesso... ^_^' Ma comunque... questo colpo di scena? Questo Aral che cambia? Legami, colpi di scena, lavatrici e corridoi deserti... volete saperne di più? Non perdete la prossima puntata di Nay'ar Chronicle: 'Quando anche lui spicca il volo e il nido resta vuoto'! Al prossimo post!
Ciaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaoooooooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
martedì 9 agosto 2011
Lo sconforto degli occhi di Luna
Ehilà! Grazie per tutti i commenti! sono commossa che qualcuno si sia commosso... ma ho avuto l'impressione che qualcuno abbia fraineso Nay'ar... bè fraintendimenti o meno, nulla era lasciato al caso e vi assicuro che non è isterica, nè da lasciar bollire nel suo brodino XP. Comunque ecco un cambio di punto di vista... giusto per cambiare... Aral cominciava a diventare pesante... no? Ecco qua allora...
Mi sentivo la testa leggera ed ero arrabbiata. Arrabbiata con lui per come si comportava. Arrabbiata con me stessa per quello che gli avevo detto. Ma chi diavolo credeva di essere? Perché diavolo gli avevo rivelato parti del mio passato che nemmeno Paffir e Liberty conoscevano? Cosa diavolo mi era saltato in mente? Non sarei mai uscita con lui. Punto e basta. Non c’era bisogno di parlargli di Hareven…
Mi diressi verso la mensa. Sapevo che era troppo tardi, oramai la cuoca aveva già chiuso la cucina, ma avrei trovato qualcosa da fare. Avevo già studiato quello che dovevo studiare e le bozze dei vestiti mi soddisfacevano, benché fossero solo il mio e quello di Shaoran, quindi non avevo nulla da fare per non pensare. Entrai in mensa mentre la cuoca stava ancora armeggiando con i vassoi.
“Cara, non c’eri a cena… mi dispiace ma la cucina è chiusa ora…”
“Non si preoccupi – le risposi – non è che la posso aiutare in qualche modo? Sa, vorrei evitare di pensare ma se vado in camera finisco col farlo…” con espressione grave mi disse che doveva ancora passare lo straccio sui tavoli, così mi offrii di farlo. Terminai in fretta. Troppo in fretta per dimenticare l’indignazione e quel senso di leggerezza alla testa che provavo ogni volta che parlavo con quel damerino da quattro soldi. Una sensazione simile non la provavo da quando mi avevano fatto la scansione mentale prima dell’ammissione… ma questa era più potente… come se al posto di una scansione fosse un rovistare…
“Sorellina… sono 10 minuti che pulisci lo stesso punto del tavolo…” mi riscossi, stavo pensando troppo, giusto?
“Ch… che? Oh, ciao Sha. Non ti ho sentito arrivare… sarei venuta a cercarti tra un po’!” non dovevo farmi influenzare… non avevo a che fare con uno psionico vero?
“Cari, volete una tazza di the? Non è molto, ma per ringraziarti di avermi aiutata…” ci guardammo, sorridemmo e all’unisono:
“Grazie, molto volentieri.”
Ci sedemmo al tavolo guardandoci e per un po’ nessuno dei due parlò, poi lui ruppe il silenzio:
“Dove sei stata?” disse prendendo un sorso,
“A disegnare, sul tetto qua sopra. C’era un tramonto stupendo… comunque, guarda: è il tuo vestito. I pantaloni saranno in denim elasticizzato, così ti potrai muo…” cominciai a descriverglielo con entusiasmo, ma mi interruppe:
“Tesoro… io non vedo pantaloni…” guardai il disegno, ed effettivamente gli avevo mostrato il mio, quindi mi scusai cercando il suo tra i miei fogli, ma quando non lo trovai cominciai a disperare:
“Oh, no! Dove l’avrò messo??” ero seriamente preoccupata, era un modello fatto apposta per lui. Se mi avessero rubato il design… sarebbe stato un disastro!
“Forse è rimasto incastrato nelle tegole!” dissi piena di speranza:
“Forza, ti accompagno”. Shaoran era l’unico che assecondasse questi miei momenti di panico. Una volta gli avevo chiesto cosa gli dava la pazienza di farlo e lui mi aveva risposto che, finchè in combattimento non avessi avuto gli stessi attacchi, si sarebbe divertito ad assecondare quelli inutili di tutti i giorni. Uscimmo dalla mensa. Lo portai sul tetto e cominciai a rovistare:
“Dov’eri seduta?” indicai il punto con le lacrime agli occhi:
“Dannazione, non c’è!” ero frustrata,
“Tranquilla sorellina, elencami gli eventi fino alla mensa”
“Ero qui che ci stavo lavorando su, poi è arrivato quel playboy da strapazzo, ci stava provando, non so perché ma gli ho parlato brevemente di Hareven e, dopo aver nuovamente declinato, sono scesa in mensa… mi sentivo la testa leggera… ora non più. Chissà perché…”
“TU GLI HAI PARLATO DI HAREVEN? MA TI HA DATO DI VOLTA IL CERVELLO?”
“Ero certa che avresti avuto questa reazione, quindi non sono una che parlerebbe di Hareven al primo incontro con chiunque… giusto?” gli chiesi sedendomi e affondando la faccia tra le ginocchia;
“NO CHE NON LO SEI! Ci scommetto i cordoni neurali… tutto questo è opera sua… ma appena lo prendo, io…” probabilmente avevo la faccia molto crucciata, perché dopo la sfuriata si calmò e con malcelato disinteresse mi chiese a cosa servisse il vestito, così gli spiegai che Uno mi aveva detto che ci sarebbe stato un ballo:
“così ci stavo facendo dei vestiti, il tuo era davvero bello Sha… mi ero impegnata tanto per fondere delle linee Hip-Hop con quelle di un modello elegante… la scelta dei materiali era fantastica… all’avanguardia ma…” mi sorrise rassicurante:
“Non ti preoccupare sorellina, domani riavrai il tuo modello. Vedrai.”
“Ma… come…?” gli chiesi scettica,
“Ti fidi di me?”
“Certo… ma…”
“Brava la mia sorellina. Fidati di me che problemi non ce ne saranno mai. Ora andiamo. Il coprifuoco è tra poco e se Mino ci scova fuori sono guai seri.”
Con i miei dubbi e le sue certezze ci avviammo alle nostre stanze.
Avevo un brutto presentimento e benché mi fidassi ciecamente di Shaoran Li, la mia notte fu dominata dal dubbio e dallo sconforto; e per la prima volta dopo anni, nei miei sogni, rivissi l’abbandono di mio padre.
Allora? Vi siete chiariti di più le idee? Anche se non fosse così... bè troppo tardi... perchè arrivato il giorno dopo un annuncio sconvolge i ragazzi, occasioni create, perse, trovate. Dubbi si insinuano, si dissipano, si rafforzano. Sfide, odio, amicizia... tutto questo nella prossima puntata di Nay'ar Chronicle: 'Il sorgere del sole, il tramonto della purezza?' non perdetelo!! Al prossimo post!
Ciaaaaaaaaaaaaaaaaaaaooooooooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
venerdì 5 agosto 2011
La verità dietro quegli occhi di Luna
Ehilà!! Come state? Eccoci con un nuovo post. come promesso il prossimo sarà uno stacco di Nay'ar... vorrei cominciare a ringraziare per tutte le visite e i commenti: ai 1000 farò un post apposito... che ne pensate?
Prima di recarmi alla mensa per la cena, girovagai ancora per circa un’oretta e quando finalmente entrai, cercai con lo sguardo Keichi. Non ci andava molto a trovarlo; dopotutto era l’unico tavolo strapieno di ragazze (oche per giunta)! Lui si stava sbracciando per farmi capire che da bravo amico mi aveva riservato un posto in mezzo a quella masnada adorante… decisamente non ero dell’umore per fingere di seguire una sola delle cavolate che gli uscivano dalla bocca in quei frangenti. Scossi la testa e mi sedetti al posto d’angolo di un tavolo vuoto. Cominciai a sbocconcellare la cena dal mio vassoio mezzo-vuoto credendo di avere un po’ di tempo per pensare ma… evidentemente Tymora, la dea della sorte, era molto annoiata quel giorno. Dal mio posto vedevo perfettamente la porta della mensa e vidi altrettanto bene 4 figure attraversarla, riempirsi i vassoi parlando amichevolmente con la cuoca e… dirigersi verso il mio tavolo??? Perché? Perché tutte a me? Mancava di nuovo Nay’ar? Perché? Nemmeno Shaoran doveva saperlo perché sedendosi poco lontano da me (ma guarda che fortuna…) chiese:
“Ohi Tom… dov’è Nay’ar? Mi deve delle spiegazioni! Spero non stia progettando di uccidermi… sai mi ha preso le misure…” ma si lamentava sempre quel tizio? Mai una volta che non lo sentissi recriminare!! Piantai lo sguardo nel vassoio e ascoltai la risposta:
“Oh… Cleto non ti ha avvisato che te l’avrebbe detto?”
“Sì l’ha fatto, ma…” cercò di difendersi lui
“E allora perché devi essere sempre così impaziente? Comunque dovrebbe essere sul tetto qua sopra…”
“Ma, non è divertente senza di lei…” lo sentii mugugnare.
Finii il contenuto del vassoio in fretta. Ora che sapevo dov’era Nay’ar l’avrei raggiunta e avrei parlato un po’ con lei. Sì. Era un piano perfetto.
Mi arrampicai sul tetto della mensa, l’unico spiovente dell’Accademia, e la cercai. Lei era seduta candidamente, le gambe penzoloni, con un blocco da disegno in mano su cui stava scribacchiando qualcosa con aria concentrata. Si era legata i capelli e al fianco portava una specie di bustina con molte matite colorate… gli attrezzi del mestiere? Non lo sapevo ma glielo avrei chiesto a breve.
Mi avvicinai di qualche passo e mi bloccai, un brivido lungo la schiena. Una voce nella testa.
‘Mi dispiace, Aral’ ancora lui… cos’altro mi doveva succedere?’ gli risposi freddo:
‘Non è affatto vero…’ quello che disse non mi sorprese più di tanto,
‘Hai ragione ma, sai com’è, per educazione, DOVEVO dirtelo’ quel tono di finta contrizione cominciava a darmi sui nervi.
Cominciai ad andarmene, inerme, ma lui mi fece riflettere:
‘Anche questo è un modo per conoscerla no? Fossi in te resterei… ma se vuoi andartene…’ tipico di Keichi… non sapevo cosa, ma sentivo che era TIPICO… mi accovacciai dietro un camino e mi misi in ascolto mentre lui faceva quello che volevo fare io.
“Posso sedermi?” le si era avvicinato di soppiatto, senza alcun rumore, probabilmente per spaventarla e mettere in pratica uno scenario tutto suo, ma lei non battè ciglio e continuò a disegnare mentre gli rispondeva disinteressata:
“Il tetto non mi appartiene… puoi fare quello che ti pare…”
“Posso anche farti una domanda?” azzardò lui. Questa volta le strappò una reazione: uno sbuffo scocciato.
“Puoi provarci…” malgrado lo sbuffo gli rispose con pacatezza…
“Perché non vuoi uscire con me?” fu diretto, chiaro e semplice; lei continuò a disegnare per qualche secondo poi chiuse con cura l’albo, tirò le ginocchia al grembo, le abbracciò, ci appoggiò la faccia in modo da guardare Keichi e finalmente gli rispose:
“Ci hai provato…”
“Dai seriamente Nay, perché non vuoi uscire con me? non ti sto obbligando a farlo… ma, cavolo, ho una reputazione!”
‘Nay?’ gli chiesi, ma non rispose, lo fece lei al suo posto
“Non ti azzardare mai più a chiamarmi Nay, per te sono Tsubasa-san. Comunque, capisco che tu abbia una reputazione e così ho deciso di risponderti. Bada che se lo dici a qualcuno ti uccido: sul serio”
Sentii la sua voce divertita nella testa:
‘Io dico che lo pensa davvero… e tu?’
‘Che ti odio’ gli risposi,
‘Oh, suvvia…’ nello stesso momento lei aprì le ali e gliele indicò con un cenno,
“Ti piacciono?” gli chiese a bruciapelo, ora il suo tono era più sicuro
“Ma certo! Sono così candide, così pure, così angeliche” lo fulminò con quei suoi occhi strani, vuoti eppure così vivi… occhi come la Luna,
“NON SONO ANGELICHE! La struttura, la luminosità… sono del tutto diverse… ” Keichi abbozzò una mezza scusa sentita ma lei lo interruppe perentoria:
“Tuttavia, queste cose e gli occhi sono di fatto l’unica cosa che mi lega a mio padre. L’essere che ha abbandonato me e mia madre poco dopo la mia nascita. Non mi fido degli uomini.”
“Ma di quel Shaoran ti fidi!”
“Lui è diverso, è come un fratello, forse di più, è una parte di me… se non ci fossero stati lui e Tomoyo… devo loro molto…”
“Sappi che io non mi arrenderò. Non finchè non ti fiderai e uscirai con me!”
“Aspetta e spera playboy da strapazzo… il tuo atteggiamento non fa che rafforzare la mia opinione su di te… e sappi che è già pessima. Non uscirò con te Casanova. Rassegnati.” raccolse le sue cose e con grazia si tuffò dal tetto per planare a terra.
“Oh, ma io sono un tipo molto paziente, mia cara –disse lui raccogliendo un foglio – MOLTO paziente. Aral, andiamo. Domani abbiamo un’altra assemblea… è ora della nanna” lo guardai scettico
“Cos’hai in mente?”
“Aral, Aral, Aral. Benché io ti stimi un sacco come amico, e tu lo sai, ci sono cose che non ti riguardano. Questa è una di quelle… mi dispiace.”
“Non è affatto vero.”
“Hai ragione ma, sai com’è, per educazione, DOVEVO dirtelo” déjà vu…
Sorrise, mi strinse la spalla e cominciammo ad andare verso la nostra camera.
Eccoci qua. Che ve ne pare? Ma perchè Nay'ar avrà rivelato tutto ciò a Keichi? E che cosa sarà quel foglio? Aspettatevi le risposte nella prossima puntata di Nay'ar Chronicle: 'Lo sconforto degli occhi di Luna'! non Perdetelo!!! Al prossimo post!
Ciaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaooooooooooooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
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